5 libri da leggere se vieni in vacanza a Ischia

I libri – proprio come i film – sono un veicolo di promozione turistica, un modo per invogliare il lettore a visitare il luogo di cui tanto ha già letto e/o sentito parlare. Su Ischia, l’isola più grande del Golfo di Napoli, è stato scritto moltissimo, al punto che se a qualcuno venisse lo “schiribizzo” di leggere tutto non basterebbe una libreria intera a contenere i testi. E poi non serve leggere tutto. Ci si può tranquillamente affidare ai consigli assai parziali di un “insider” 🙂

Perciò, se hai in animo di venire a Ischia, ecco i 5 libri da leggere:

“Ischia” di Gianni Mura.

ischia gianni muraDopo “Giallo su Giallo”, noir ambientato al Tour De France, il commissario Jules Magritte, protagonista dei racconti di Mura, sbarca a Ischia in compagnia di Michelle Lapierre, magistrato francese con cui intrattiene una tenera relazione, su cui pesa però il vissuto di entrambi. Nel frattempo – sotto il peso del passato e incerti sul futuro – c’è il presente con cui fare i conti: una serie di omicidi che sconvolgono la vacanza dei due e nondimeno la quiete “apparente” della famosa località balneare. Magritte si trova così, suo malgrado, a indagare sui delitti e sull’”anima” di Ischia. Un’isola divisa tra la bellezza dei Maronti («quando di una bellezza si dice che mozza il fiato è una cosa così» dice l’investigatore) e la corruzione dei poteri, più o meno pubblici e più o meno legali. In fondo – osserva Magritte – “Ischia” proprio come “Italia”, comincia con I e finisce con – ia , e perciò ne è il riassunto fedele.

“Il Paese nasconde” di Andrea Esposito.

Il paese nascondeUn altro noir, stavolta di un ischitano doc, che pure gioca sul contrasto tra la struggente bellezza del posto e le anime “nere” che si muovono sulla scena. Da un lato, un efferato serial killer che i media presto ribattezzano “Il Fidanzato”; dall’altro, il ruvido commissario Senese che da Napoli si precipita sull’isola per porre fine alla scia di sangue. Oltre all’agilità della scrittura, quasi una sceneggiatura bella e pronta, l’attenzione al dettaglio è l’altro valore aggiunto del libro. Esposito ci porta per i vicoli di una Forio (uno dei sei comuni in cui è amministrativamente divisa l’isola) notturna, invernale, gotica, assai lontana dai miti un pò “abusati” della mediterraneità.

“Il Principe di Cavascura” di Giovanni Angelo Conte.

il principe di cavascuraIl sottotitolo di copertina ci avverte che si tratta di “una favola ischitana” e, infatti, come nelle favole c’è una morale a lieto fine: l’amore di Rocco e Alessandra che trionfa su tutto, anche sulla sterilità di lei curata con le acque miracolose delle sorgenti di Cavascura e dell’Olmitello ai Maronti. Rucchino è un giovane contadino che vive in una grotta a Cavascura, uno dei tanti alvei naturali che solcano il versante meridionale dell’isola d’Ischia. Alessandra, invece, è una ragazza milanese di famiglia e istruzione alto-borghese, che viene in vacanza sull’isola d’Ischia insieme alla madre. I due si innamorano quasi subito e presto decidono di vivere insieme. Dove pensate che sceglieranno di stabilirsi? In un attico a Milano, o nella grotta di tufo verde, a due passi dal “chiano” di terra coltivato da Rocco? Suvvia, la risposta non è difficile! 🙂

“L’isola nel sole” di Geoffrey & Kit Bret Harte.

L'isola nel soleUna giovane coppia inglese decide di trascorrere la luna di miele sull’isola d’Ischia. Solo che ci rimangono quasi un anno! Il sottotitolo, anche in questo caso, è assai emblematico:”Racconto di un anno particolarmente felice“. L’anno è il 1937 – XV° dell’era fascista – e la permanenza dei coniugi inglesi scivola via tra vigne, cantine e spiagge assolate. Sono passati quasi 80 anni, un tempo “lungo” a star dietro la cronaca e ai tanti cambiamenti occorsi nel frattempo. Un tempo “breve“, addirittura un’inezia, con un minimo di prospettiva storica. Perciò, la motivazione che spinse i coniugi Harte a scrivere il libro è quanto mai attuale: «Se, dopo averlo letto, scoprite che siete tentati di seguire le nostre orme, soprattutto se andate a Ischia e trovate lì parte della felicità che è stata la nostra, noi saremo ripagati per averlo scritto e voi per averlo letto».

“I cani abbaiano” di Truman Capote.

I cani abbaianoNel 1949, Truman Streckfus Persons trascorse quattro mesi a Forio, sull’isola d’Ischia, insieme al compagno Jack Dunphy. L’anno prima aveva dato alle stampe il primo romanzo “Altre voci, altre stanze” e perciò quando arrivò a Ischia era soltanto un giornalista e scrittore mediamente affermato, non ancora l’icona Truman Capote, l’autore di capolavori della letteratura del ‘900 come “Colazione da Tiffany” e “A sangue freddo”. Anni dopo, nel 1973, gli “appunti ischitani” di Capote divennero un intero capitolo di “The Dogs Bark”, pubblicato in Italia tre anni dopo con il titolo “I cani abbaiano”. Un solo capitolo che però vale come e più di un libro, sia per l’autore, ovviamente, sia perchè il diario ischitano sta in mezzo ai profili di leggende come Marlon Brando, Marilyn Monroe e Louis Armstrong.
Di seguito, uno stralcio del racconto di Capote che descrive la sua passeggiata alla Sgarrupata, “una strana spiaggia nascosta” nel comune di Barano, versante sud-orientale dell’isola d’Ischia: «Un giorno, camminando tra le rocce trovammo un papavero, poi un altro; crescevano isolati fra le pietre scure come campanelli cinesi infilati su una cordicella tesa. Seguendo le tracce dei papaveri, arrivammo, giù per un sentiero, a una strana spiaggia nascosta. Era chiusa fra gli scogli, e l’acqua era così chiara che si potevano scorgere le alghe marine e i movimenti guizzanti dei pesci; non lontano dalla riva roccioni piatti e levigati sembravano zattere natanti, e noi passammo dall’uno all’altro; sdraiandoci al sole ci volgemmo a guardare sugli scogli e vedemmo anche i verdi filari di viti, la montagna incappucciata di nuvole. In una roccia il mare aveva scavato un sedile, ed era bellissimo mettersi là e lasciarsi investire dalle onde».

Buona lettura… Ischia Vi aspetta!!!

Author: ischia.land

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2 Comments

  1. Ma Erri De Luca non può mancare: “Tu, mio” e “I pesci non chiudono gli occhi”

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