Fagioli zampognari, tipicità ischitana

Nei fertili terreni del versante orientale dell’isola nasce un legume che ben rappresenta storia e cultura di un popolo che non ha mai rinnegato le proprie origini contadine. Stiamo parlando del “fagiolo zampognaro”, coltura autoctona delle colline di Piano Liguori e Campagnano, nel comune di Ischia.

Ricco di ferro, piccolo, croccante anche dopo diverse ore di cottura, il fagiolo zampognaro ha rischiato seriamente di scomparire. Per molto tempo, infatti, la produzione non ha superato la modestissima cifra di 2 quintali ad appannaggio di 6-7 famiglie, ultime rimaste a coltivare questa primizia.

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Fortunatamente, però, negli ultimi anni la produzione è in aumento tanto da aver scongiurato, per ora, il rischio estinzione. Estinzione che si sarebbe portata dietro, inevitabilmente, la scomparsa di un pezzo importante della millenaria civiltà contadina dell’isola. Una perdita anche turistica, considerato quel che l’agricoltura può dare – e sta già dando – in termini di presenze sul territorio.

Il grande apporto proteico dei fagioli zampognari è il motivo che ne spiega la diffusione sull’isola d’Ischia. Dal punto di vista nutrizionale, infatti, essi rappresentavano un ottimo sostituto della carne, vero e proprio lusso sulle tavole ischitane eccetto quelle “bianche” del coniglio e del maiale.

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Non bisogna perciò meravigliarsi del fatto che fossero le zone interne, difficilmente accessibili, quelle in cui veniva più intensamente coltivato il legume. Campagnano, ad esempio, per secoli è stato il feudo contadino della nobiltà e del clero ischitano concentrato per lo più a Ischia Ponte, l’antico “borgo di Celsa”.

I fagioli, quindi, erano un alimento fondamentale per i coloni e rispettive famiglie, tutto il giorno impegnati nelle terre dei signori a coltivare la vite, coltura simbolo dell’isola d’Ischia. La circostanza è ancora più evidente nel caso del villaggio di Piano Liguori cui si accede proprio da Campagnano. Una lingua di terra sospesa tra cielo e mare a 370 metri di altezza e a 3 chilometri dal trafficato porto di Ischia. Una distanza oggi irrisoria; tutt’altro che tale appena 50 anni fa.

Insomma, coltivare il fagiolo zampognaro oggi significa contribuire a un’importante opera di ricostruzione storica. Tenere vivo l’interesse sul passato recente dell’isola d’Ischia provando però a reinterpretarlo in chiave turistica.  È questa una delle sfide che attende l’isola nell’immediato futuro.

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Per chi fosse interessato, il fagiolo zampognaro si semina a metà marzo e si raccoglie in estate inoltrata. Ha bisogno di molta acqua. Per informazioni e l’acquisto dei fagioli zampognari contattare l’associazione “Green Ground – Il terreno Verde” Associazione Agricoltori Custodi 340/7336816

Author: ischia.land

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