Alla scoperta di Cartaromana

Una spiaggia (vd. copertina) celebre per le sue polle d’acqua calda; una baia da sempre frequentata da velisti e amanti del diportismo; una torre del ‘400 appartenente alla famiglia Guevara, e ancora gli scogli e la cappella votiva intitolati a Sant’Anna dove ogni anno, il 26 luglio, si svolge la famosa, omonima festa. Cartaromana è tutto questo e molto di più, dal momento che una parte importante del suo specchio d’acqua è sottoposto al vincolo della Soprintendenza per via dei numerosi ritrovamenti attestanti l’esistenza di una florida colonia romana dedita all’industria e ai commerci.

Tutto, nello spazio di una piccola insenatura (vd. immagine testata) che il turismo ha trasformato in una delle località più “in” dell’isola d’Ischia, con ottimi ristoranti, lidi attrezzati, ville di pregio e diversi alberghi Tre e Quattro stelle. Aggiungiamoci, inoltre, la vista ravvicinata del Castello Aragonese e l’affresco che ne viene fuori è di un luogo da favola, la cui importanza va ben oltre l’aspetto turistico.

Hotel Delfini
Hotel Parco Cartaromana
Hotel Aragonese

Per esempio, nella Torre Guevara (dove, secondo alcuni, avrebbe soggiornato il grande Michelangelo Buonarroti) è in corso da qualche anno un’importante campagna di restauro a cura dell’Università di Dresda da cui sta emergendo il volto rinascimentale dell’isola d’Ischia.

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Ancora, nello specchio d’acqua compreso tra il castello e gli scogli di Sant’Anna, oltre ai numerosi reperti archeologici cui si è accennato in precedenza, c’è uno dei banchi di Posidonia Oceanica più grandi dell’isola; secondo, per estensione, a quello attorno la collina di Montevico a Lacco Ameno.

Insomma, storia, natura, tradizioni e arte si incrociano tutte in questa località a metà strada tra Ischia Ponte e Ischia Porto. E, a proposito di arte, val la pena ricordare “Die Toteninsel” – in italiano “L’Isola dei Morti” – il famosissimo quadro di Arnold Böcklin. Secondo Hans Holenweg, storico dell’arte e curatore dell’archivio dell’artista svizzero, motivo ispiratore dell’opera sarebbe stato il piccolo cimitero realizzato nel 1839 in un terreno attiguo alla Torre di Guevara.

Böcklin, infatti, nel 1879 trascorse un lungo soggiorno a Ischia Ponte per sottoporsi alle cure termali e durante la sua permanenza sull’isola sarebbe rimasto affascinato dalla consuetudine dei pescatori del borgo di portare in barca i propri defunti dal Castello fino a Cartaromana. Da qui, l’anno successivo (1880), la prima versione di un’opera d’arte che ha grandemente influenzato tutto il ‘900.

Infine, due curiosità. Cartaromana, da sempre, è la località preferita da turisti e residenti per assistere allo spettacolo dell’alba. Da qualche anno, con la diffusione di smartphone e tablet, è anche uno dei luoghi più gettonati per i “selfie” con lo sfondo maestoso del Castello Aragonese.

Ischia Vi aspetta!

Autore: ischia.land

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