Escursioni a Ischia: Via Iesca

Dei sei comuni dell’isola d’Ischia, Serrara Fontana è quello maggiormente ricco di itinerari naturalistici. I Pizzi Bianchi, la Pietra dell’Acqua, la selva dei Frassitelli, l’eremo di San Nicola, via Andrea Mattera sono tutte escursioni meravigliose che raccontano meglio di tante parole storia, cultura e peculiarità ambientali del territorio.

Ce n’è una, però, che merita un discorso a sè: Via Iesca, la strada che collega il belvedere di Serrara con il bacino idrotermale di Cavascura e con le Fumarole, il tratto di spiaggia dei Maronti celebre per le “vene” di acqua calda termale fin sul bagnasciuga.

Via Iesca‘a Iesc in dialetto – è uno dei tanti alvei naturali che solcano il versante meridionale dell’isola. “Scorre” affianco Via Andrea Mattera, la strada provinciale che termina nella piazzetta di Sant’Angelo. Solo, a differenza di quest’ultima che è interamente lastricata, via Iesca è decisamente più impegnativa. Sterrata e con una forte pendenza che sollecita molto le articolazioni, è preferibile affrontarla in salita anzichè in discesa. Non, quindi, dalla piazzetta di Serrara direzione Fumarole, ma dalla spiaggia a salire fino in piazza Don Pietro Paolo Iacono.

Si parte dalla Madonnella, la parte alta di Sant’Angelo e da lì, seguendo le indicazioni stradali, si arriva agevolmente alle Fumarole, precedute da un vecchio pozzo “Safen” (trad. “Soc. An. Forze Endogene Napoletane”) realizzato negli anni ’50 del secolo scorso per la ricerca geotermica. Superato il pozzo si prosegue per via Fondolillo, strada sterrata che porta al bacino di Cavascura e da lì all’imboccatura di via Iesca.

Una salita ripida in mezzo ad alte pareti di tufo verde “accoglie” subito il viaggiatore, e tale rimane lo scenario per buona parte del cammino, per poi lasciar finalmente spazio a un panorama superbo con lo sfondo, sempre più nitido man mano che si sale, della “Torre”, grosso masso tufaceo in mezzo al mare collegato alla piazzetta di Sant’Angelo da un istmo in pietra.

Nelle fenditure delle pareti di tufo nidificano molti rapaci che trovano nella vegetazione tutto attorno abbondante cibo per sè e i propri piccoli. Non mancano, ai lati del sentiero, appezzamenti coltivati, tra cui diverse vigne, a testimonianza dell’attitudine eroica dei contadini ischitani, abili a sottrarre terreno coltivabile a una natura difficile ancorché generosa di frutti.

Un’escursione faticosa, certamente non adatta a tutti, ma che a parte la forte pendenza non presenta altre grosse difficoltà. Volendo, invece di fermarsi al belvedere di Serrara si può ridiscendere per via Andrea Mattera terminando così l’escursione al centro di Sant’Angelo.

Autore: ischia.land

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