L’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri a Forio

A Forio non c’è solo la Chiesa del Soccorso. Poco distante, in Piazza Municipio, c’è un’altra chiesa che per bellezza ha poco o nulla da invidiare alla prima. Stiamo parlando dell’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri, dedicata alla Madonna delle Grazie.

Questa chiesa è praticamente attaccata al suggestivo Rione dei Pescatori, vicolo che collega Piazza Municipio con il vecchio molo borbonico, spazio tuttora destinato ad ospitare le barche dei (pochi) pescatori rimasti. Qualcuno, giustamente, ha osservato che per apprezzare la bellezza del luogo bisogna provare a immaginare il contesto così com’era fino alla metà del secolo scorso. Una piccola chiesa, in una piazza assolata, senza auto, di fianco una strada stretta abitata per lo più da pescatori.

Un’ambiente tipicamente mediterraneo per fortuna sopravvisuto, sia pure solo in parte, alle esigenze della modernità. Anzi, già solo varcare il primo dei due ingressi stabilisce una sorta di confine, un “dentro” e “fuori” spirituale. Sensazione che aumenta quando dal sagrato si passa all’interno di quest’edificio a una navata, dove sono custodite le statue lignee che a Pasqua vengono portate in processione sul corso di Forio per la tradizionale Corsa dell’Angelo.

Non è finita. Visitapoveri è anche la pinacoteca di Alfonso Di Spigna, uno dei due pennelli “sacri” dell’isola d’Ischia (l’altro è Cesare Calise, pittore del ‘600 autore delle tele che ornano la Chiesa della Madonna della Libera). Tra l’altro, Di Spigna, morto nel 1785 alla veneranda età di 88 anni, per diverso tempo fu anche priore di quella che all’epoca era una semplice congrega, elevata a rango di Arciconfraternita soltanto nel 1829.

I tondi che affrescano le pareti, proprio sopra i possenti scranni lignei riservati ai membri della congrega, sono tra le opere meglio riuscite del pittore di Lacco Ameno. Raffigurano “l’Assunta”, “l’Immacolata”, “lo Sposalizio della Vergine”, “la Natività”, “l’Annunciazione”, “la Visitazione” e “il Martiro del Battista”. In queste tele, Di Spigna è riuscito a rendere pienamente la tensione stilistica attorno i temi dell’armonia e della grazia, tipici dell’arte neo-classica.

Molto bello anche il pavimento maiolicato. Anche se non in buono stato, sono riconoscibili i motivi decorativi cari alla famiglia Chiaiese, storici reggiolai napoletani molto attivi nel XVIII secolo in città e sull’isola. C’è l’uva; c’è il limone e, proprio davanti l’altare, c’è un tondo con due confratelli vestiti con saio e mantella turchese. Infine, l’organo con la cantoria proprio sul portale d’ingresso. Insomma, l’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri è un altro capitolo dell’infinita storia di Ischia che, ricordiamolo, è molto più di una semplice località balneare. Vi aspettiamo!

Autore: ischia.land

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