Santuario di Santa Restituta a Lacco Ameno

Archeologia, politica, economia, turismo, religione: la storia dell’isola d’Ischia passa (quasi) tutta per Lacco Ameno, il più piccolo dei sei comuni in cui è diviso amministrativamente il territorio. La chiesa di Santa Restituta è una delle testimonianze più importanti di questo primato storico dacché, negli anni ’50 del secolo scorso, sotto l’edificio sono stati rinvenuti numerosi reperti attestanti l’esistenza di una basilica paleocristiana risalente al IV secolo.

Insieme a queste tracce, che spiegano bene quanto sia profonda e radicata la cristianità sull’isola, sono emersi altri reperti di epoca greco-romana che si sono andati a sommare a quelli che, sempre in quegli anni, venivano portati alla luce da Giorgio Buchner, l’archeologo che con le sue scoperte (su tutte la Coppa di Nestore) ha rivoluzionato gli studi sulla Magna Grecia.

Giorgio Buchner

La chiesa – secondo alcuni la più bella dell’isola – si trova al centro dell’omonima piazza al termine del corso pedonale di Lacco Ameno. La facciata esterna non rende a dovere la bellezza e, soprattutto, l’imponenza dell’interno che, seppur a navata unica, spicca per decorazioni e quantità di addobbi.

Il soffitto, cassettonato, poggia su 24 coppie di colonne e capitelli corinzi, mentre quattro finestre per lato danno luce all’edificio che, specie sul far della sera, assume un’aura mistica “aiutata”, se così si può dire, dalla generosità dei tramonti ischitani che filtrano all’interno.

Numerosi gli ex voto dedicati alla martire tunisina, come pure quelli che richiamano scene di vita per mare: naufragi, traversate, emigrazione con la costante dell’invocazione alla santa patrona, i cui festeggiamenti, molto sentiti, ricorrono nel mese di maggio.

La Festa di Santa Restituta

Va detto che la chiesa nei secoli ha subito diversi restauri, il più imponente dopo il terribile terremoto del 1883 che suggerì alla curia di ricostruire l’edificio secondo le tecniche antisismiche dell’epoca. A destra del portale d’ingresso c’è un piccolo museo, mentre agli scavi (da tempo, purtroppo, chiusi) si accede dal sagrato.

La commistione chiesa-museo-scavi è la conferma di quel che dicevamo in apertura a proposito della centralità di Lacco Ameno nel contesto, più grande, dell’isola. Per altro verso, è anche la conferma del fatto che Ischia è molto più di una semplice località balneare, ma un’isola dalla storia millenaria che è possibile approfondire a partire proprio dalle numerose chiese sparse in un territorio di appena 46 chilometri quadrati.

Vi aspettiamo!

Autore: ischia.land

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *