Eventi di Pasqua a Ischia: la Corsa dell’Angelo

A Ischia gli eventi religiosi hanno sempre avuto pure una valenza turistica. Basti pensare alla spettacolare festa di San Michele nel borgo di Sant’Angelo che, per molte strutture ricettive, coincide con la fine della stagione lavorativa. Non deve stupire, perciò, che anche l’inizio della stagione turistica coincida con una serie di appuntamenti religiosi in cui fede e folclore sono inestricabilmente legati.

Il riferimento è agli eventi pasquali che scandiscono le giornate dal Giovedì Santo al Lunedì Albis. Tra questi va sicuramente inserita la Processione dei Misteri che si svolge nella vicina Procida, come del resto non bisogna dimenticare il folcloristico ballo della ‘ndrezzata che si svolge, invece, nella piazza di Buonopane a Barano. In mezzo, le diverse “Via Crucis” organizzate in giro per l’isola e la tradizionale Corsa dell’Angelo della domenica di Pasqua.

Quest’ultima si svolge in contemporanea nei comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio dove riscontra il maggior seguito di pubblico. Diversi i motivi alla base del successo di questa rappresentazione che riproduce il momento dell’incontro tra la Madonna e il Figlio Risorto. Sicuramente gioca un ruolo il suggestivo corso Francesco Regine in cui ha luogo la processione. Le statue della Madonna, di San Giovanni, del Cristo e dell’Angelo vengono portate a spalla dall’Arcionfraternita Santa Maria Visitapoveri fin sul corso di Forio, all’altezza di Piazza Matteotti.

La fontana pubblica al centro di questa piazza è uno dei due snodi della processione. L’altro è la Basilica di Santa Maria di Loreto al termine del corso. Le statue fanno su e giù tra questi due luoghi distanti un centinaio di metri l’uno dall’altro, secondo un rituale complesso in cui la partecipazione popolare è parte fondamentale della messa in scena. Infatti, la folla assiepata agli angoli della strada intona più volte il canto del “Regina Coeli”.

Con una particolarità, però: la dizione latina “Resurrexit, sicut dixit, alleluia” viene storpiata nella forma dialettale “Restu, restu, sicuti sisti, alleluja”. Il culmine del pathos popolare coincide con lo svelamento della Madonna. La caduta del velo avviene nel momento dell’incontro col Figlio Risorto. La folla, sia quella assiepata ai lati della strada che quella affacciata ai balconi, saluta il momento con un trasporto incredibile tra lancio di coriandoli e suono delle campane.

La Corsa dell’Angelo di Forio ha anche una coda “pagana”. Al termine della processione, infatti, lo stendardo dell’Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri (un palo di legno sormontato da piume di struzzo) viene calato per tre volte al suolo. Il portatore, però, deve fare molta attenzione a non fargli toccare terra. Si tratta, con tutta evidenza, di un antico rito di fecondazione della Madre Terra che, anziché essere espulso dal rito cattolico viene da quest’ultimo inglobato e reinterpretato.

Un caso evidente di quello che storici e antropologi chiamano “sincretismo”, e cioè la convivenza (in questo caso religiosa) di elementi appartenenti a due dottrine non solo diverse ma anche all’apparenza incociliabili. Un motivo in più di fascino per una rappresentazione religiosa che scandisce la Pasqua foriana da oltre 400 anni.

Magia dell’isola d’Ischia!

 

Author: ischia.land

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