Festa di San Vito, patrono di Forio

Tra gli eventi di giugno sull’isola d’Ischia, la Festa di San Vito Martire merita senz’altro un posto d’onore. Per quattro giorni, dal 14 al 17 giugno, il comune di Forio celebra il santo patrono con messe, processioni, spettacoli musicali e gli immancabili fuochi pirotecnici.

Di per sè, il canovaccio dei festeggiamenti è assai simile a quello di Santa Restituta e San Giovan Giuseppe della Croce, i due compatroni dell’isola d’Ischia. Quello che cambia è il trasporto popolare verso una ricorrenza sentita in maniera viscerale dalla maggior parte degli abitanti di Forio.

Basta visitare la chiesa nell’immediatezza dei festeggiamenti. Addobbata a festa e con il santo esposto in prossimità dell’altare maggiore, la Basilica di San Vito Martire registra un via vai continuo di turisti e fedeli.

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La statua fu disegnata da Giuseppe Sammartino, autore di quel “Cristo Velato” custodito a Napoli nella Cappella Sansevero che, secondo molta critica, è addirittura la scultura più bella mai realizzata.

In effetti, pure la statua in argento di San Vito è stupenda, un’opera d’arte che all’epoca, parliamo del 1787, costò ben 2848 ducati. A raccontarne i dettagli lo storico Giuseppe D’Ascia (1822 -1889) autore della monografia “Storia dell’Isola d’Ischia”:

Questa statua arrivò in Forio li 21 marzo 1787.
L’opera fu modellata ed eseguita in un anno, perché il contratto fra gli orefici artefici ed il Sindaco di Forio fu stipulato addì 18 aprile 1786 per Notar Carlo Pollicino di Napoli.
Il costo intrinseco di detta statua fu di ducati 2848: 74 cioè peso d’argento in libbre e once 11 1/2 ducati 13:60 la libbra, importo ducati 1781:04 – Rame libbre 136 e once 3, delle quali libbre 105 vennero incluse nella manifattura, ed altre libbre 31 a ragione di grana 80 la libbra, ducati 15:50 – Per manifattura ducati 650.
Inoltre fuori il contratto perché il leone fu convenuto di rame, e poi si fece di argento, con fede del
banco del Salvatore in testa di D. Ignazio Caruso de’ 23 aprile 1787, altri ducati 60.
Per modello fatto da D. Giuseppe Sammartino ducati 150.
Per zecchini veneziani in numero 69 1I2 che importarono ducati 192:20. Totale ducati 2848:74
(Giuseppe D’Ascia, Storia dell’Isola d’Ischia, 1867)

A proposito di processioni, assolutamente degna di nota, quella via mare. Anche qui, come ribadito sopra, ci troviamo dinanzi a una consuetudine ricorrente sull’isola. Il fascino crepuscolare della costa foriana ha però pochi eguali al mondo, conferendo ulteriore pathos alla festività.

Generalmente, la processione via mare si svolge dopo quella via terra che ricade il giorno della ricorrenza (15 giugno). L’ultimo giorno, invece, è destinato agli spettacolari fuochi d’artificio che attorno la mezzanotte chiudono la Festa di San Vito. Da non perdere!

Author: ischia.land

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