La Mandra, cuore mediterraneo di Ischia

Uno degli aspetti più affascinanti di Ischia Ponte è sempre stato la coesistenza di ceti diversi. Altrove, infatti, lo sviluppo turistico ha suggerito quasi sempre al popolo di abbandonare la costa monetizzando l’accresciuto valore di immobili anche di pochi metri quadri.

Nell’antico “borgo di Celsa” e ancor più, nella vicina Mandra, le cose invece sono andate in maniera diversa. Per carità, anche qui, il turismo ha cambiato architettura e luoghi, tuttavia c’è chi, semplicemente rimanendo nel borgo natìo e continuando a vivere come sempre, ha posto un argine alla deriva.

La prova regina di questo “passato che continua” sono i panni stesi sulla Spiaggia dei Pescatori. Un’immagine che fin dagli anni ’30 del secolo scorso (vedi foto dell’archivio di Friburgo) accompagna lo storytelling dell’isola d’Ischia, solo che a differenza di molte altre, presto entrate nel “mito”, questa è ancora attuale.

Come del resto ancora attuale è la compravendita del pescato sul piccolo molo davanti il Castello aragonese. La Mandra, che da Ischia Ponte e Castello dista solo poche centinaia di metri, è il luogo da dove provengono molti dei pescatori che continuano questa tradizione.

Per certi aspetti, dunque, il tempo alla Mandra è come se si fosse fermato. I panni continuano a esser stesi allo stesso modo; i gozzi continuano a esser tirati a ridosso delle abitazioni; i pescatori continuano a recarsi a Ischia Ponte per la vendita al dettaglio; e soprattutto la Spiaggia dei Pescatori continua a mantenere quello “spirito popolare” che la rende diversa dalle altre.

Su questa spiaggia, infatti, ogni estate convivono due “tipi”, almeno sulla carta, profondamente diversi: da un lato l’ischitano introverso, forgiato dai lunghi silenzi di chi ha trascorso una vita intera a rammendar le reti e ascoltare il mare; dall’altro, l’esuberanza partenopea dei tanti napoletani che nei mesi estivi fittano in zona case e mini appartamenti.

Insomma, la Mandra testimonia una volta di più come la divisione amministrativa in sei comuni non sia sufficiente a restituire la complessità di Ischia. Al contrario, è nei borghi, nelle frazioni, nei centri abitati minori che vive il “genius loci” dell’isola più grande del Golfo di Napoli.

A noi il compito di raccontarlo. A voi il piacere di scoprirlo. Vi aspettiamo!

Autore: ischia.land

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