Il pescato di Ischia Ponte, sapori di mare dell’isola d’Ischia

Di motivi per visitare Ischia Ponte ce n’è più d’uno: il Castello Aragonese, innanzitutto; poi le due chiese (la Cattedrale e la Collegiata dello Spirito Santo); l’architettura mediterranea; il panorama di Via Soronzano; il Museo del Mare; il pane caldo dello storico panificio di Boccia; la festa di Sant’Anna; quella di San Giovan Giuseppe della Croce; la città sommersa di Aenaria; le “bollicine” sott’acqua e le praterie di Posidonia Oceanica.

Insomma, davvero un “luogo magico”, non a caso per secoli cuore pulsante della vita civile, politica, economica e religiosa sull’isola d’Ischia. All’elenco appena fatto manca però un momento importante nella vita del villaggio. C’è chi sostiene, non senza ragioni, il più importante di tutti trattandosi di un borgo marinaro. Stiamo parlando della compravendita del pescato che ogni giorno (meteo permettendo) si svolge sul piccolo pontile a lato del Piazzale Aragonese.

Un momento sempre uguale eppure sempre diverso, che non ha fatto certo fatica a imporsi come uno dei miti più potenti della mediterraneità. Da questo punto di vista, Ischia Ponte rappresenta per l’isola quello che il villaggio di Marsaxlokk è per Malta. Certo, le proporzioni sono diverse, non c’è la scelta e la folla di Malta, però le fasi sono ugualmente concitate, tra acquirenti che “tirano” sul prezzo e pescatori impegnati a monetizzare al meglio la giornata trascorsa in mezzo al mare.

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Perciò non bisogna stupirsi del fatto che in molti siano presenti solo per curiosare e godere dell’atmosfera magica, indubbiamente aiutata dalla bellezza dei luoghi tutt’attorno. Negli anni diverse trasmissioni grandi e piccole hanno omaggiato questa consuetudine che, prima ancora della televisione e della pubblicistica turistica, ha affascinato diversi artisti locali. Aniellantonio Mascolo, Gabriele Mattera e Mario Mazzella sono quelli che più e meglio degli altri hanno trasferito su tela, ciascuno con una poetica diversa, le scene di vita del borgo natìo.

Se però volgiamo lo sguardo oltre Ischia Ponte e gli artisti locali, ci accorgiamo che i pescatori di Ischia (isola) sono stati fonte di ispirazione anche per diversi artisti stranieri che hanno frequentato il territorio nel 19esimo e, soprattutto, nel 20esimo secolo. Da Ibsen, che i pescatori della Marina di Casamicciola chiamavano il “fantasma” per via dell’aria austera con cui si aggirava tra i loro gozzi, a Eduard Bargheer, pittore tedesco che dedicò un lungo ciclo pittorico ai pescatori di Forio radunati nel suggestivo molo borbonico. 

Insomma, se decidete di venire in vacanza sull’isola d’Ischia, dedicate almeno un giorno della vostra permanenza alla scoperta di Ischia Ponte. Si comincia il mattino presto con i pescatori del borgo (grosso modo alle 09.00 in inverno; prima, 7.30/8.30 in primavera-estate) e si prosegue, poi, con tutte le altre meraviglie elencate sopra. Senza dimenticare che a Ischia Ponte sono diversi i ristoranti in cui vale davvero la pena fermarsi a mangiare. Magia dell’isola d’Ischia!

Autore: ischia.land

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