Pietra della Nave, la galea di Ulisse

Di scogli della “Nave” è piena l’Italia. Uno si trova all’Elba, a un paio di miglia da Portoferraio; un altro si trova a largo di Panarea, la più vip delle sette isole dell’arcipelago delle Eolie; altri ancora si trovano a Livorno, nella frazione di Antignano, e a Vico Equense, comune della provincia di Napoli. Il più famoso di tutti (ex aequo con quello dell’isola d’Elba), però, si trova a Ischia. Per la precisione a Forio, a largo del Faro di Punta Imperatore e della suggestiva baia della Scannella.

Si tratta di uno “scoglio leggendario”, almeno per lo storico francese Philippe Champault, secondo cui questo grosso masso affiorante sarebbe la galea con la quale Ulisse fece finalmente ritorno a Itaca. L’imbarcazione, come sappiamo dall’Odissea, venne messa a disposizione di Ulisse da Alcinoo, re dei Feaci, ragion per cui, corollario obbligato della posizione di Champault è che “Scheria” (Σχερία in greco), la terra favolosa raccontata da Omero, sarebbe in realtà Ischia.

Va detto che la posizione dello storico francese, illustrata in un saggio del 1906 (“Phéniciens et Grecs d’après l’Odyssée – Étude géographique, historique et sociale par une méthode nouvelle”), è rimasta abbastanza isolata in ambito accademico, ma poco importa in questa sede. Quel che importa, invece, è che lo scoglio della Nave, o “Pietra della Nave” come è più comunemente chiamata dagli isolani, leggendaria lo è davvero.

Specie per gli appassionati di diving che amano esplorarne la parete tappezzata di gorgonie. Qui vivono e si riproducono cernie, gronchi, musdee, aragoste e gattucci di mare, piccolo squalo diffuso in tutto il Mediterraneo di cui gli ischitani sono da sempre assai ghiotti. Non è raro, infatti, da trovare in pescheria o a bordo di una delle “paranzelle” che ogni mattina attraccano sul molo di Ischia Ponte.

Tornando allo Scoglio della Nave il modo più comodo per vederlo da vicino è a bordo di una delle motonavi che giornalmente, da maggio a ottobre, effettuano il giro dell’isola via mare. In alternativa, come abbiamo detto, lo si può raggiungere dalla piccola insenatura della Scannella e, naturalmente, con mezzi propri. In quest’ultimo caso, però, occorre informarsi preventivamente sulle restrizioni previste dall’AMP Regno di Nettuno, fermo restando tutte le altre regole di buon senso in uso tra chi va per mare.

Ne va della sopravvivenza di un luogo bellissimo, ennesimo capitolo della storia infinita dell’isola d’Ischia. Vi aspettiamo!

Author: ischia.land

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