Soronzano, la strada segreta di Ischia Ponte

Guai a confondere Ischia Ponte solo col Castello aragonese e il piazzale antistante. Quella è la cartolina, l’immagine che insieme alla chiesa del Soccorso più ha contribuito alla fama turistica dell’isola, ma c’è molto altro da vedere.

Innanzitutto le tre chiese del borgo, praticamente l’una di fronte l’altra: la Cattedrale dell’Assunta, la Chiesa Collegiata dello Spirito Santo e l’Arciconfraternita Santa Maria di Costantinopoli. Proprio a fianco la facciata laterale di quest’ultima partono le scale di via Soronzano, strada di collegamento interna tra Ischia Ponte e Cartaromana.

Via Soronzano, però, è molto di più che una semplice strada secondaria. Un po’ come la Madonnella a Sant’Angelo, anche questa svela il lato “nascosto” di un borgo famoso soprattutto per la sue ambientazioni marittime-marinare. E invece no, esiste anche un lato “di terra” fatto di orti domestici, alberi da frutto e vigneti a due passi dal mare.

Non è l’unica sorpresa. Via Soronzano, infatti, regala un bellissimo panorama di Ischia Ponte. Soprattutto, inconsueto, con lo sky line del borgo dominato dalle cupole e i campanili delle tre chiese prima ricordate, e con lo sfondo maestoso del Castello di Alfonso Il Magnanimo.

Al termine della strada si arriva a Cartaromana, tranquillo quartiere residenziale con vista castello.  Salendo per il piccolo centro abitato di San Michele, si arriva fino all’omonima spiaggia (di Cartaromana) famosa per le sue polle di acqua calda sulfurea.

Scendendo, invece, si arriva alla stupenda Torre Guevara, oggetto da qualche anno di un’importante campagna di restauro degli affreschi interni portata avanti dall’Università di Desda. Volendo, si può arrivare anche alla chiesetta di Sant’Anna, dove una volta i pescatori di Ischia Ponte e della Mandra si recavano in pellegrinaggio con le mogli incinte.

Consuetudine da cui poi è scaturita la Festa di Sant’Anna che ogni anno, il 26 luglio, mobilita l’intera comunità ischitana, e oltre. Tra l’altro, in passato anche Soronzano era tra i luoghi della festa. Uno dei falò che accompagnava la processione delle barche era appiccato proprio su questa collinetta alle spalle di Ischia Ponte.

Da anni, per ovvie ragioni di sicurezza, la pratica dei falò è stata sostituita dal “fuoco a mare” (spettacolo pirotecnico in acqua) e dall’incendio simulato del Castello aragonese. Anche così però Via Soronzano non ha perso il suo fascino.

Anzi, dopo anni di incuria il comune di Ischia ha provveduto al ripristino di questa stradina dall’enorme richiamo turistico. Provare per credere! Vi aspettiamo!

Autore: ischia.land

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