Il sentiero del Monte di Panza

Il sentiero del Monte di Panza non svela soltanto la grande natura dell’isola; racconta, ed è l’aspetto più importante, la grande laboriosità degli abitanti della frazione senza il cui contributo quest’itinerario non sarebbe mai stato restituito alla pubblica fruizione. E pensare che una volta da questo promontorio – “Capo Negro” sulle cartine dell’isola – c’era addirittura la possibilità di arrivare fino alla baia di Sorgeto.

Insomma “mare e monti” non era un modo di dire ma la realtà quotidiana degli abitanti di Panza i quali, tra l’altro, coltivavano le loro terrazze fin sulla sommità della collina. Collina che da un punto di vista geologico è uno dei duomi lavici più antichi dell’isola. La sua emersione, collocabile tra i 150mila e i 74mila anni fa, è coeva a quella del Monte Vezzi, Monte Cotto, Sant’Angelo, Punta Chiarito e Punta Imperatore, gli altri promontori del versante meridionale di Ischia.

Non a caso, dalla sommità del Monte di Panza tutte queste località sono ben visibili
; come pure ben visibili sono le Fumarole del Bellomo, il sentiero della Pietra dell’Acqua, il Ciglio, il belvedere di Serrara e tutti gli altri sentieri e centri abitati di “Merecoppe”, la parte alta dell’isola d’Ischia. Non è finita, perché nelle giornate particolarmente terse, Capri e la costiera sorrentina sembrano così vicine da poterle toccare.

Leggi anche
Monte Cotto
Fumarole del Bellomo
Pietra dell’Acqua
Ciglio
Merecoppe, Ischia di sopra
Capri

Detto brevemente del panorama, c’è molto altro da vedere. Innanzitutto, la rigogliosa vegetazione: cisto, mirto, lentisco, ginestre e gli altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Poi, la storia locale: una lapide (vd. foto), infatti, ricorda la presenza di una fossa comune, anche se non è ben chiaro il periodo: c’è chi sostiene si tratti dell’epidemia di peste che colpì il Regno di Napoli nel 1656; altri, invece, pensano a una delle ondate di colera che a più riprese lambirono l’Europa meridionale nella seconda metà dell’Ottocento.

Infine, un ringraziamento doveroso alla Pro Loco di Panza. In apertura, abbiamo fatto un generico apprezzamento della laboriosità degli abitanti della frazione. In verità, i complimenti vanno specificatamente rivolti ai volontari dell’associazione che, oltre al Monte di Panza, hanno restituito alla collettività anche il sentiero attiguo della Pelara e quello della Bocca di Tifeo. Tre itinerari escursionistici che oggi costituiscono vanto turistico per la frazione, per Forio e l’isola tutta.

Ischia Vi aspetta!

Author: ischia.land

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