Ischia Ponte

Ischia Ponte è la parte più antica del comune di Ischia, fino al XIX secolo cuore pulsante della vita civile, politica e religiosa dell’intera isola d’Ischia. Insieme a Sant’Angelo, il “borgo di Celsa” (l’antico nome di Ischia Ponte) è un’altra straordinaria testimonianza dell’architettura mediterranea, espressione con cui si intende quel modo “sui generis” di addensare gli ambienti e le abitazioni attorno a uno spazio comune: dal pianerottolo, alla piazza, passando per i cortili fino ai grandi giardini all’interno dei palazzi.

La differenza, con Sant’Angelo, è che a Ischia Ponte è più evidente il gioco di alti e bassi tra le dimore signorili (su tutte il Vescovato) e le case bianche e basse dei pescatori. Pescatori ancora presenti, come chiunque può constatare recandosi la mattina presto sul piazzale antistante il Castello Aragonese.

La compravendita del pescato è ancora oggi uno dei miti più potenti della mediterraneità. Si può assistere da vicino, a stretto contatto con le facce cotte dal sole dei pescatori a bordo dei loro gozzi colorati, oppure dall’alto del Castello Aragonese, come faceva Gabriele Mattera, il pittore proprietario del Castello che proprio ai pescatori, suoi concittadini, dedicò un lungo ciclo pittorico.

Il Castello Aragonese è l’altro motivo per cui vale la pena visitare Ischia Ponte. Fu Alfonso V d’Aragona a conferire l’attuale fisionomia alla fortezza che richiama in molte parti la struttura del Maschio Angioino di Napoli. All’interno dell’”Insula minor” – come veniva chiamato il Castello per distinguerlo dall’”Insula Maior“, il resto dell’ isola d’lschia – arrivarono a vivere quasi duemila nuclei familiari che nelle mura della fortezza riuscivano a scongiurare i saccheggi dei pirati saraceni, assai frequenti per tutta la prima metà del XVI secolo.

Il ‘500 fu anche il secolo della vedova di Ferdinando D’Avalos, la poetessa Vittoria Colonna che riuscì a trasformare il Castello Aragonese in un cenacolo culturale con la presenza di artisti, letterati e intellettuali del calibro di Michelangelo Buonarroti, Ludovico Ariosto, Jacopo Sannazaro e Giovanni Pontano.

Da non perdere anche il grazioso Museo del Mare ubicato nel Palazzo dell’Orologio. Distribuito su tre livelli, offre numerose testimonianze dell’arte marinaresca ischitana.

Non mancano bar, ristoranti, pub e pizzerie per pranzare o, meglio ancora, cenare con lo sfondo del Castello e il sottofondo della risacca che si infrange sugli scogli.

Magia dell’isola d’Ischia!!!

Author: ischia.land

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