Alla scoperta di Fontana

– “La Svizzera dell’isola d’Ischia.” – Per raccontare il borgo di Fontana, alle pendici del Monte Epomeo, conviene prendere a prestito le parole dello storico locale Giuseppe D’Ascia, autore, nel 1864, di un’imponente monografia sull’isola. D’Ascia, in realtà, si riferiva all’intero comune di Serrara (e) Fontana, paragonato alla Svizzera “sia per la sua montana postura, sia per l’industria pastorizia de’ suoi montanari“.

Dei due villaggi, però, è quello di Fontana ad aver conservato più numerose tracce della sua identità rurale contribuendo, negli ultimi anni, all’esplosione di quel “turismo nel verde” che richiama sull’isola sempre più turisti alla ricerca di qualcos’altro oltre il mare e le terme.

“Altro” che a Fontana si trova ancora in gran quantità. Infatti, qui gli hotel, le boutiques e i ristoranti alla moda non sono mai arrivati, e per molti anni l’unico contatto con l”‘industria del forestiero” – che sulla costa, invece, stava cambiando in profondità usi e costumi -, è stato la consuetudine dei “ciucciai” di accompagnare i turisti a dorso di mulo sull’eremo di San Nicola.

Eremo che, insieme, alla chiese di Sant’Antonio da Padova e Santa Maria della Mercede, costituisce il pattrimonio chiesistico della frazione. Patrimonio di grande valore, considerato che l’eremo risale alla fine del ‘500 e che la parrocchia Santa Maria della Mercede, detta “La Sacra”, è la più antica dell’isola d’Ischia. Senza contare la chiesa rupestre di Sant’Andrea, nel villaggio di Noia, risalente al ‘300 e oggi proprietà privata.

Ed è proprio Noia, subito dopo il Monte Epomeo e le chiese, un’altra tappa di un ipotetico tour alla scoperta di Fontana. Si tratta di un piccolo borgo contadino da cui si dipana il sentiero che porta ai celebri Pizzi Bianchi, sculture naturali assai simili ai “Camini delle Fate” in Cappadocia. Volendo, dai Pizzi Bianchi si arriva fin sulla spiaggia dei Maronti, ma è un’escursione adatta esclusivamente a trekkers esperti, per di più avvezzi all’arrampicata sportiva (in alcuni punti, infatti, si prosegue solo con l’ausilio di corde; consigliato l’uso del caschetto).

Da vedere, infine, la Casa Museo di Cava Pallarito. Una tipica abitazione contadina dell’isola d’Ischia che il proprietario ha riempito di antiche utensilerie agricole in aggiunta a sculture lignee e in pietra pure queste testimonianze delle antiche maestranze dell’isola.

Insomma, Fontana è una tappa imperdibile per chi desidera approfondire storia, cultura e tradizioni dell’isola d’Ischia o, meglio ancora, della parte alta dell’isola d’Ischia (“Mer ‘e cop”, in dialetto) che termina idealmente nella vicina frazione di Buonopane, la patria della ‘ndrezzata.

Magia dell’isola d’Ischia!

Autore: ischia.land

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