Calimera e Noia, la Grecia ischitana

Ischia è stata la prima colonia della Magna Grecia. La Coppa di Nestore, custodita nel Museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno, sta lì a certificare questo primato. Tuttavia, i reperti ceramici di Villa Arbusto (sede del Museo di Pithecusae) non sono le uniche tracce della colonizzazione greca sull’isola più grande del Golfo di Napoli.

Anche la toponomastica offre diversi indizi, specie nel versante meridionale dell’isola, conosciuto col topos dialettale di «Merecoppe». E, proprio il termine “mer ‘e copp”, è una prima significativa testimonianza di quel che andiamo dicendo.

«Mer», infatti, deriva dal greco “μέρος, μέρους” e significa “parte”, “regione”, mentre «n’copp» è un’espressione dialettale partenopea molto diffusa e sta per “sopra”, “in alto”. La parte in alto quindi o, volendo, “Ischia di sopra” coincidente, grosso modo, con la porzione di territorio che va da Serrara a Buonopane.

Di questa porzione di territorio fanno parte anche i borghi di Calimera e Noia, piccoli villaggi rurali di Serrara (Calimera) e Fontana (Noia). I nomi, anche in questo caso, tradiscono una chiara origine ellenica. Vediamoli più da vicino.

Calimera, diffuso anche in altre parti d’Italia (Catanzaro e Lecce), deriva da “kαλημεριϛ” e significa “bel posto”, “bel sito”. Noia, invece, da “ανωγεων” (“a no gheon”) e sta per “parte alta”  proprio come l’iniziale “mer ‘e copp”.  I toponomi, però, non sono gli unici indizi dell’origine greca di questi borghi.

Anche l’economia agricola, secolarmente legata alla coltivazione della vite, racconta il profondo legame tra Ischia e la Grecia. O meglio tra l’isola d’Ischia e l’isola d’Eubea da dove provenivano i coloni Calcidesi ed Eretriesi che per primi introdussero la viticoltura nel bacino del Mediterraneo occidentale.

Detto della toponomastica e dell’agricoltura non bisogna dimenticare il dialetto. Quello di Serrara Fontana, infatti, è pieno di lemmi e sostrati greci. In particolare, la doppia dd di derivazione siracusana che ci ricorda, per altro verso, come la prima edificazione del Castello d’Ischia fu appunto opera di Gerone I sovrano di Siracusa.

Insomma, come abbiamo avuto modo di ribadire in altre occasioni, il “genius loci” dell’isola d’Ischia abita a Merecoppe, la parte alta di Ischia. Specificatamente nei borghi contadini di Calimera e Noia da cui, come non bastasse, si accede anche a due dei sentieri più belli dell’isola: quello della Pietra dell’Acqua (Calimera) e i Pizzi Bianchi (Noia). Vi aspettiamo!

Autore: ischia.land

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