Cosa vedere a Procida

Turistica al punto giusto, piccola, colorata, antica, Procida è una tappa imperdibile per chi viene in vacanza a Ischia. Appena 15 minuti di aliscafo (pochi di più in traghetto) per ammirare la più piccola delle isole partenopee, assai diversa dalle più celebri Ischia e Capri.

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Procida è la “quintessenza” del posto di mare, un territorio da secoli votato alla pesca, alla navigazione e al buon vivere. È la qualità della vita, infatti, il vero brand turistico di quest’isola di appena quattro chilometri quadrati che si visitano facilmente in un giorno, a patto di fare attenzione ai tanti dettagli architettonici e ai frammenti di vita di gente semplice, temprata dalle dure leggi del mare.

1. Terra Murata
Il tour alla scoperta di Procida non può che partire dalla fortezza di Terra Murata, il nucleo abitativo più antico dell’isola. Il luogo dove i procidani trovavano rifugio e protezione dai frequenti attacchi saraceni. L’edificio dominante è l’antico Palazzo D’Avalos, dal nome della famiglia tenutaria dell’isola fino al ‘700. Nel XIX secolo i Borbone trasformarono la struttura in un bagno penale e tale è rimasta la sua destinazione d’uso anche dopo l’Unità d’Italia. Il carcere di Procida è rimasto attivo fino al 1988 lasciando un ricordo vivo nella comunità che ancora rammenta le numerose attività svolte dai detenuti, in particolare i lavori tessili e i prodotti agricoli.
Il panorama tutt’attorno è da togliere il fiato con la vista nitida di Capri e del Golfo di Napoli. Poco più giù – prima dell’ingresso alla fortezza – c’è invece la cartolina più famosa di Procida: l’antico borgo marinaro della Corricella.

2. Marina La Corricella
Insieme ai borghi di Ischia Ponte e Sant’Angelo, sull’isola d’Ischia, la Corricella di Procida è una delle testimonianze più significative di quel modo di costruire “sui generis” che è l’architettura mediterranea. Corridoi, archi, passaggi scoperti, tetti bombati (presenti anche a Ischia) e, soprattutto, i colori pastello delle abitazioni (rosa, turchese, giallo) disegnano un posto unico al mondo, carico di suggestioni letterarie e cinematografiche (Massimo Troisi e Michael Radford vi hanno girato diverse scene de “Il Postino”). Alla Marina della Corricella si arriva percorrendo la ripida strada che corre di fianco la chiesa Santa Maria delle Grazie, la cui cupola gialla domina lo sky line del borgo.

Aneddoti
Si racconta che i colori vivi delle case a schiera della Corricella, ma anche di Marina Grande e della Chiaiolella, servissero ai pescatori per riconoscere la propria casa anche dal mare.

3. Marina Grande
Marina Grande – “Sent’Co” in dialetto – è il porto principale di Procida. La prima cartolina, insieme alle mura di Palazzo D’Avalos, che accoglie il turista quando è ancora sul traghetto. Insieme alla Corricella e alla Chiaolella è un altro tipico esempio dell’architettura procidana.

Una curiosità
Detto delle superfetazioni e dei colori pastello delle abitazioni un altro elemento tipico dell’architettura locale è il “vefio“, la caratteristica loggia procidana coperta da una volta ad arco di chiara derivazione araba. Da cui l’espressione dialettale “vefià” con cui le donne procidane di un tempo indicavano uno dei pochi svaghi a disposizione: conversare dal balcone e osservare il passeggio sottostante.

Oltre che il porto principale, Marina Grande è anche il centro sociale ed economico dell’isola, il luogo dove sono concentrati la maggior parte dei negozi bar e ristoranti.

4.Vivara
L’isolotto di Vivara, insieme all’ex carcere di Terra Murata, è uno dei tasselli più importanti per il  definitivo rilancio turistico dell’isola di Procida. Dal 2002 Riserva Naturale Statale, Vivara non è ancora aperta al pubblico, anche se negli ultimi anni, grazie agli sforzi congiunti del comune e del comitato di gestione della riserva, sono state realizzate diverse visite guidate in questo piccolo/grande gioiello naturalistico del Mediterraneo. Una “virgola” di verde che i procidani considerano giustamente prolungamento naturale dell’”isola di Graziella“.

5. La Processione dei Misteri
Isola di Graziella“, di “Arturo“, del “Postino“, ma soprattutto “Isola dei Misteri“. La processione dei Misteri al Venerdì Santo è una delle tradizioni popolari più belle di tutto il Mediterraneo. Una sfilata di carri allegorici dove tutto si tiene: sacro e profano, tradizione e innovazione, passato e futuro. I carri rievocano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento rivisitati, però, alla luce dell’attualità: quella locale, di un’isola alla ricerca di una nuova identità, e quella globale, con tutte le contraddizioni di un mondo che sembra andare in direzione opposta al messaggio di pace della Chiesa. Il contesto di Terra Murata alle prime luci del giorno (la processione si svolge la mattina presto), è l’altro elemento di suggestione di una ricorrenza cui partecipano migliaia di persone – moltissimi i turisti – assiepati tutt’attorno Piazza dei Martiri e il Santuario di Santa Maria delle Grazie.

Restano fuori molte cose da questa più che sommaria descrizione: le spiagge, le chiese, i prodotti tipici e tanti altri dettagli per cui vale la pena conoscere da vicino la “magia” dell’isola di Procida.

Ischia e Procida Vi aspettano!!!

Autore: ischia.land

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