Il Museo di Santa Maria di Loreto a Forio

Sono davvero tanti i “primati” di Forio. Alcuni notissimi come i tramonti, le spiagge, i vicoli del centro storico e la tradizione contadina. Altri meno anche se, negli ultimi tempi, la crescente curiosità dei turisti verso aspetti più insoliti del territorio sta spingendo su anche attrazioni per molti anni colpevolmente trascurate.

Esempio emblematico di quel che stiamo dicendo sono i sentieri di Panza che, grazie all’intraprendenza della Pro Loco della frazione, nel volgere di pochi anni sono diventati un valore aggiunto nell’offerta di soggiorno del “paese delle torri”.

Ma non ci sono solo le escursioni. Anche il turismo culturale è in crescita, come dimostra la recente apertura al pubblico di due gioielli nascosti quali il Museo del Soccorso, alloggiato nella sagrestia dell’omonima chiesa e il Museo di Santa Maria di Loreto allestito invece, nei locali a fianco l’entrata secondaria della basilica.

Quest’ultimo, in particolar modo, merita una visita perché ribadisce una volta di più la centralità del “sacro” sull’isola d’Ischia. Una religiosità popolare che nei secoli ha trovato diversi sbocchi, in special modo a Forio: dalle cappelle votive (tra le tante ricordiamo la cappella di Sant’Antonio Abate a Piellero) alle numerose processioni in giro per il paese.

Oltre al conforto spirituale, però, la chiesa locale per moltissimo tempo ha provveduto in via quasi esclusiva pure a quello materiale. Proprio nelle 6 stanze dove nel 2012 è stato inaugurato il Museo di Santa Maria di Loreto, per secoli l’omonima arciconfraternita ha tenuto in piedi una sorta di pronto soccorso, riferimento prezioso per la popolazione meno abbiente.

Non a caso, tra i reperti custoditi nel museo c’è proprio il registro dove venivano segnati i lasciti e le donazioni con cui i foriani contraccambiavano l’assistenza ricevuta. Sia in vita che “post mortem”, poiché succedeva spesso che la congrega dovesse farsi carico della sepoltura di defunti che viceversa, per indigenza economica pregressa e familiare, non avrebbero avuto alcun luogo dove essere atterrati.

Insieme al registro di cui abbiamo appena detto, all’interno di questi locali sono custoditi quadri, tavole, sculture, paramenti sacri e documenti per un arco temporale che va dal XV fino al XX secolo. Per la precisione fino al 1962 quando, a seguito dell’inaugurazione dell’ospedale di Lacco Ameno, venne finalmente dismesso il pronto soccorso messo in piedi secoli prima dall’Arciconfraternita Santa Maria di Loreto.

Segnaliamo infine la presenza di diversi quadri di Cesare Calise e Alfonso Di Spigna, i due pittori “sacri” dell’isola d’Ischia, rispettivamente attivi nel ‘600 e nel ‘700. Chi volesse approfondire le opere dei due artisti farà bene a visitare il Santuario della Madonna della Libera e l’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri.

Queste chiese, infatti, sono considerate le pinacoteche di questi due artisti. La Madonna della Libera per Cesare Calise, pittore tardo-manierista del XVII secolo; l’Arciconfraternita Santa Maria di Visitapoveri per Alfonso Di Spigna (che ne fu a lungo anche priore), pittore neo-classico che ha attraversato quasi per intero il XVIII secolo.

Il Museo di Santa Maria di Loreto è generalmente aperto la domenica, e durante le festività natalizie e pasquali anche gli altri giorni.  L’orario è dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Il costo del biglietto è 2 euro. Per maggiori informazioni consultare la pagina facebook del museo.

Author: ischia.land

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