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I migliori 10 belvedere dell’isola d’Ischia

“Ischia è tutto un panorama da ogni parte”. La frase è di Giuseppe Orioli, scrittore ravennate in vacanza sull’isola nei primi anni ’30 del secolo scorso. Orioli, che accompagnava il più famoso Norman Douglas, rimase enormemente colpito dalla quantità di scorci dell’isola più grande del golfo di Napoli. In effetti ancora oggi è così, e la cosa ha dell’incredibile considerando che molte delle vedute dell’epoca sono state cancellate (in molti altri casi privatizzate) dallo sviluppo edilizio che dagli anni ’60 in poi ha interessato l’intero territorio. Ciononostante se vi piace andare a caccia della “bella veduta”, dell’angolo inconsueto, del tramonto particolare, Ischia è decisamente il posto giusto per voi. Di seguito il nostro elenco (non esaustivo) coi belvedere più famosi dell’isola.

1. Chiesa del Soccorso
Il sagrato attorno la chiesa del Soccorso è di gran lunga il belvedere più famoso dell’isola. Due i fattori che concorrono alla sua spettacolarità: l’esposizione a ovest del comune di Forio, e il fatto di trovarsi (la chiesa) a metà tra le colline di Punta Imperatore e Punta Caruso. L’esposizione a ovest garantisce tramonti spettacolari; mentre la centralità della chiesa garantisce l’ampiezza della veduta che spazia sull’intero litorale foriano.

Chiesa del Soccorso

2. Faro di Punta Imperatore
Dopo il Soccorso è la volta del faro di Punta Imperatore, tutt’ora uno dei più importanti del Mediterraneo. Nel 2016 l’Agenzia del Demanio ha dato il faro di Punta Imperatore in concessione alla società tedesca Floatel GmbH specializzata nella realizzazione di resort di lusso. L’ingresso all’interno della struttura è pertanto precluso (lo era anche prima) ma è possibile arrivare fino al cancello d’ingresso. La passeggiata e la vista sono meravigliose.

Il Faro di Punta Imperatore

3. Belvedere di Zaro
Recentemente intitolato al fondatore dell’Opus Dei Josemaria Escrivà de Balaguer, il belvedere di Zaro regala una vista magnifica dello sky line di Forio. La cupola della chiesa di San Gaetano, i merli del Torrione e il profilo del Soccorso sono perfettamente visibili. E, come non bastasse, del panorama fanno parte anche il Monte Epomeo e le spiagge di San Francesco di Paola e della Chiaia.

Il belvedere di Zaro

4. Belvedere di Serrara
Se il belvedere del Soccorso è il più famoso dell’isola, quello di Serrara, in piazza Don Pietro Paolo Iacono, di sicuro è il più contemplativo. Non a caso, specie durante il periodo estivo, molti turisti si rifugiano qui, nella parte alta dell’isola, per sfuggire un po’ alla calca estiva delle località costiere. Del resto, la vista privilegiata sul borgo di Sant’Angelo e sull’intero versante sud-occidentale dell’isola, meritano il viaggio. Oltre alle panchine pubbliche c’è anche un bar con tavolino e sedie per godere dello spettacolo. Ah dimenticavamo: ben visibile sullo sfondo ci sono anche Capri e Sorrento.

Il belvedere di Serrara Fontana

5. Frassitelli
Sempre a Serrara Fontana c’è un piccolo bosco di acacie, i Frassitelli, con una vista meravigliosa sul porto di Forio. Col cielo terso o, meglio ancora al tramonto, da quassù si scorge una vista meravigliosa che al centro storico di Forio abbina l’immensità del Mediterraneo. Insomma, mare e cielo a perdita d’occhio. Da non perdere!

Frassitelli

6. Monte Epomeo
Ovviamente, in una lista coi belvedere più belli di Ischia, non poteva mancare la vetta del monte Epomeo. La vista abbraccia l’intero periplo dell’isola, e nelle giornate più terse si spinge fino all’arcipelago del Circeo. Diverse le strade che portano in cima. Il sentiero più battuto parte da Fontana e in poco più di mezz’ora conduce fino all’eremo di San Nicola. Da non perdere!

Escursione sul Monte Epomeo

7. Sgarrupata
Continuiamo col trekking. Un’altra escursione con una vista meravigliosa è quella per la Sgarrupata (o Scarrupata), formazione rocciosa del versante sud-orientale dell’isola. In realtà, anche qui i sentieri a disposizione sono diversi: i due più battuti partono dalla Molara e dal Vatoliere, due piccoli centri abitati del comune di Barano. Volendo, dalla Scarrupata si arriva fino al borgo contadino di Piano Liguori, nel comune di Ischia.

La Sgarrupata

8. Belvedere dei Maronti
Sempre a Barano segnaliamo il Belvedere dei Maronti (vedi testata). In realtà si tratta di una successione di spiazzi lungo la strada provinciale che dagli anni ’50 del secolo scorso unisce la frazione di Testaccio alla spiaggia più grande dell’isola d’Ischia. Prima di questa strada che – giova ricordare – ha decretato le fortune turistiche del comune di Barano, a unire Testaccio e la marina dei Maronti era esclusivamente una mulattiera: via Giorgio Corafà. Ancora oggi, chi vuole, può percorrere via Giorgio Corafà in alternativa alla strada principale. Anche in questo caso, gli scorci sono da togliere il fiato.

Maronti

9. Montevico
Anche Lacco Ameno ha il suo belvedere (vedi immagine di copertina). E che belvedere vien da dire, considerando che la collina di Montevico è stata il primo insediamento della Magna Grecia. E, in effetti, assieme alla bellezza del paesaggio, si avverte la storicità del luogo. Luogo che a breve usufruirà di un cospicuo finanziamento pubblico da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri (nell’ambito del progetto (“Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”) che, si spera, porterà alla definitiva consacrazione turistica di un angolo di Ischia fin qui colpevolmente trascurato.

Montevico

10. Cartaromana
Ultimo, ma solo per ragioni espositive, il belvedere di Cartaromana, al termine della strada omonima (via Nuova Cartaromana). Agevolmente raggiungibile anche coi mezzi pubblici, questo slargo (nei pressi dello Strand Hotel Delfini) regala una vista privilegiata sul Castello aragonese e gli scogli di Sant’Anna. Parliamo, in pratica, dello spazio di mare teatro, il 26 luglio, della famosissima Festa di Sant’Anna, uno degli eventi folcloristici più importanti della regione Campania. Inoltre, Cartaromana è anche una spiaggia, famosa per le sue polle d’acqua calda termale simili a quelle della baia di Sorgeto. Da non perdere!

Cartaromana

Author: ischia.land

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